Perché investire in Bulgaria

 

QUADRO MACROECONOMICO

 

Dopo la crescita sostenuta conosciuta nel corso del triennio 2006-2008, e la crisi del 2009, i dati relativi al 2010 e 2011 riflettono i primi segnali di ripresa dell’economia Bulgara. Dal 2012 si riscontra una sostanziale stabilizzazione dello sviluppo tendenziale, una certa vivacità degli scambi con l’estero, soprattutto delle esportazioni, la ripresa della domanda interna e il miglioramento del grado di assorbimento dei fondi europei. Il Pil nel 2014 si attesta a 42,8 miliardi di euro (UniCredit Bulbank), registrando una crescita annuale dello 1.5%.

Nel 2015 l’Italia è passata da terzo a secondo partner commerciale della Bulgaria, dopo la Germania, e, nei primi sei mesi dell’anno, si è registrato un aumento dell’interscambio del 6,5%. L’interscambio tra i due Paesi ammonta infatti a oltre 4 miliardi di euro. Gli acquisti della Bulgaria dall’Italia si sono concentrati in larga parte nel settore della metalmeccanica, dei metalli e dell’abbigliamento. Una buona percentuale è inoltre indirizzata verso il settore calzaturiero, tessile, macchine di impiego generale e prodotti derivanti dal petrolio.

Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri (IDE) italiani in Bulgaria, questi hanno raggiunto gli 1,4 miliardi di euro complessivi nel 2014 ed in particolare le transazioni nette IDE per l’annualità 2014 dall’Italia ammontano a 19 milioni di euro (MAE)

 

 

PUNTI DI FORZA DEL PAESE

 

Stabilità:

  • Membership UE, NATO e OMC;
  • Currency board con l’euro, fonte di forte credibilità a livello internazionale e punto di partenza per l’adesione alla moneta unica;
  • Sistema bancario solido;
  • Rapporto debito PIL tra i più bassi d’Europa nonostante la crisi (25.7% a gennaio 2016 – Ministero delle Finanze Bulgaro) e un rapporto deficit PIL al 2.9% (2015)

 

Bassi costi per le imprese:

  • Bassa pressione fiscale (corporate tax al 10% e numerosi incentivi agli investimenti);
  • Esenzione da IVA per progetti di investimenti oltre i 5 milioni di euro, di una durata massima di due anni per l’implementazione, e che prevedano la creazione di almeno 50 posti di lavoro;
  • Ritenuta sui dividendi al 5% e esenzione per residenti UE;
  • Costo del lavoro contenuto (salario medio: 490 euro al mese – al 2014);
  • Prezzi contenuti per l’affitto di uffici e bassi costi dell’elettricità.

 

Posizione strategica:

  • Posizione centrale rispetto all’area balcanica;
  • Passaggio di corridoi paneuropei;
  • Quattro aeroporti (Sofia, Plovdiv, Burgas e Varna);
  • Due porti marittimi (Varna e Burgas);
  • Numerosi porti fluviali sul Danubio.

 

Risorse umane:

  • Forza lavoro qualificata;
  • Più del 66% della popolazione in età lavorativa; (World Bank 2015)
  • Conoscenza delle lingue straniere.

 

 

LE SFIDE DEL FUTURO

 

Negli ultimi anni la Bulgaria ha migliorato la qualità di molti aspetti della sua struttura socio economica. Ecco alcuni dei temi cruciali per un ulteriore sviluppo:

 

  • Rete infrastrutturale in fase di potenziamento
  • Ulteriore ampliamento del supporto alle imprese in termini di accesso ai servizi e alle infrastrutture
  • Ulteriore contenimento della burocrazia
  • Riforma della giustizia

 

 

IL RUOLO DEGLI INVESTIMENTI ITALIANI

 

L’Italia, oltre ad essere il secondo partner commerciale della Bulgaria con un ammontare di oltre 4 miliardi di euro di interscambio nel 2014, ricopre un ruolo di primo piano per l’economia bulgara in materia di IDE, grazie agli investimenti realizzati nel Paese da alcune grandi aziende e numerose piccole e medie imprese.

Nel periodo tra il 1996 ed il 2014, gli investimenti diretti italiani in Bulgaria, secondo i dati della Banca Nazionale Bulgara, hanno raggiunto un ammontare complessivo di oltre 1,4 miliardi di euro, cifra che pone il nostro Paese tra i primi dieci maggiori investitori in Bulgaria (dopo Paesi Bassi, Austria, Grecia, Inghilterra, Germania, Cipro, Russia, Svizzera e Stati Uniti). Vi è una significativa presenza di grandi imprese italiane tra cui Enel, Generali, Mapei, E.Miroglio, Unicredit e Rigoni di Asiago. Intensa anche la presenza di piccole e medie imprese italiane (di cui 300 associate a Confindustria Bulgaria).

Le aziende Italiane in Bulgaria contribuiscono per circa il 5% al PIL nazionale, con circa 2 miliardi di fatturato annuo e 25.000 posti di lavoro.

 

COSTO DEL LAVORO

 

Il costo del lavoro in Bulgaria è tra i più contenuti in Europa. Al momento il costo medio del lavoro infatti si attesta sui 490 euro mensili (Dati NSI 2014). Ovviamente in molte aree del Paese i salari si attestano su livelli più bassi. Allo stesso tempo, si rileva una buona qualità della forza lavoro, specie nei campi tecnici e informatici. Realtà locali come Plovdiv offrono in particolare buoni rapporti costo-qualità.

 

 

FISCALITA’

 

Per quanto riguarda la tassazione dei redditi la Bulgaria offre una flat tax, l’aliquota unica, al 10% per aziende e privati. Si tratta di uno dei carichi fiscali più contenuti a livello europeo. L’aliquota ordinaria IVA applicata è invece del 20%, ma è prevista al 9% per alcuni casi specifici. I diversi esecutivi in carica negli ultimi anni hanno più volte ribadito che la flat tax rimane uno dei principi guida della politica fiscale del Paese.

 

 

TRASPORTI

 

La Bulgaria è collocata al centro del Sud Est europeo e rappresenta un ponte ideale tra l’UE e i Paesi dei Balcani, compresa la Turchia. Il Paese è punto di passaggio di cinque corridoi paneuropei (IV, VII, VIII, IX e X) e fa parte di TRACEA (Transport Corridor Europe-Caucasus-Asia), l’organizzazione internazionale con il fine di creare una rete infrastrutturale tra l’Europa, il Caucaso e l’Asia Centrale. Il corridoio VIII, in particolare, la collegherà con l’Italia attraverso i porti dell’Albania. Al momento il Governo sta fortemente investendo nell’adeguamento della rete ferroviaria e autostradale. È stata completata l’autostrada “Trakia” che collega la capitale Sofia alla seconda città del Paese Plovdiv e al porto di Burgas sul Mar Nero. Nei prossimi anni verrà completata l’autostrada “Struma” che collegherà la Bulgaria alla Grecia. Per quanto riguarda i trasporti aerei Sofia, Plovdiv, Varna e Burgas dispongono di aeroporti internazionali. Inoltre, oltre alle compagnie di bandiera, anche le low cost hanno penetrato il mercato bulgaro rafforzando la concorrenza interna al settore. Infine è giusto ricordare che la Bulgaria ospita due dei porti più importanti del Mar Nero – a Varna e Burgas – e che il Nord del Paese è parte del sistema di trasporto fluviale del Danubio. Questo, tramite il canale sul Meno, permette alle navi di viaggiare direttamente dal Mar Nero al Mare del Nord.

 

ISTITUZIONI E FONDI EUROPEI

 

Gli investimenti stranieri in Bulgaria rappresentano uno dei motori della crescita del Paese. L’attenzione verso l’imprenditoria internazionale è dunque alta. L’appartenenza all’UE rende inoltre l’ordinamento giuridico sempre più vicino agli standard italiani ed europei. Di grande rilevanza sono anche i fondi europei. Per il periodo 2007-2013, al Paese erano stati destinati 6,8 miliardi di euro tramite i Fondi Strutturali. Particolarmente interessanti sono stati i fondi distribuiti attraverso il Programma Operativo Competitività, destinati anche alle aziende private. Per il periodo di programmazione attuale dei Fondi Strutturali Europei, 2014-2020, alla Bulgaria sono stati destinati 7,4 miliardi di euro, suddivisi in 7 programmi operativi: Trasporti (1,6 Mld), Ambiente (1,5 Mld), Regioni in crescita (1,3 Mld), Innovazione e competitività (1,2 Mld), Risorse Umane (0.9 Mld), Governance (0,2 Mld) e infine Scienza e istruzione (0,5 Mld). A questi si aggiungono i finanziamenti provenienti dalla Politica Agricola Comune (PAC) e dalla Politica Comune della Pesca (PCP) che si stanziano sui 7,5 Mld di euro.