Info Generali
QUADRO MACROECONOMICO
Dopo la crescita sostenuta conosciuta nel corso del triennio 2006-2008, e la crisi del 2009, i dati relativi al 2010 e 2011 riflettono i primi segnali di ripresa dell’economia Bulgara. Nel 2012 si riscontra una sostanziale stabilizzazione dello sviluppo tendenziale, una certa vivacità degli scambi con l’estero, soprattutto delle esportazioni, la ripresa della domanda interna e il miglioramento del grado di assorbimento dei fondi europei. Il Pil nel 2012 si attesta a 39,7 miliardi di euro, registrando una crescita annuale dello 0.8%.
L’Italia e’ tra i primi partner commerciali della Bulgaria, dopo Germania, Russia e Romania. Nel 2012 le esportazioni verso l’Italia ammontavano a 1,76 miliardi di euro, mentre le importazioni dall’Italia a 1,67 miliardi di euro, con un interscambio totale ben al di sopra dei 3 miliardi di euro. Gli acquisti della Bulgaria dall’Italia si sono concentrati in larga parte nel settore dei metalli di base preziosi, altri metalli non ferrosi e abbigliamento. Una buona percentuale e’ inoltre indirizzata verso il settore calzaturiero, tessile, macchine di impiego generale e prodotti derivanti dal petrolio.
Per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri (IDE), questi hanno raggiunto gli 1,2 miliardi di euro nel 2012 ed in particolare le transazione nette IDE dall’Italia ammontano a 51,2 milioni di euro.
PUNTI DI FORZA DEL PAESE
Stabilita’:
- Membership UE, NATO e OMC;
- Currency board con l’euro, fonte di forte credibilità a livello internazionale e punto di partenza per l’adesione alla moneta unica;
- Sistema bancario solido;
- Rapporto deficit PIL tra i più bassi d’Europa nonostante la crisi.
Bassi costi per le imprese:
- Bassa pressione fiscale (corporate tax al 10% e numerosi incentivi agli investimenti);
- Esenzione da IVA per importazione di infrastrutture per progetti di investimenti oltre i 5 milioni di euro e che prevedono la creazione di almeno 50 posti di lavoro;
- Ritenuta sui dividendi al 5% e esenzione per residenti UE;
- Costo del lavoro contenuto (salario medio: 350 euro al mese);
- Prezzi contenuti per l’affitto di uffici e bassi costi dell’elettricità.
Posizione strategica:
- Posizione centrale rispetto all’area balcanica;
- Passaggio di corridoi paneuropei;
- Quattro aeroporti (Sofia, Plovdiv, Burgas e Varna);
- Due porti marittimi (Varna e Burgas);
- Numerosi porti fluviali sul Danubio.
Risorse umane:
- Forza lavoro qualificata;
- Più del 60% della popolazione in età lavorativa;
- Conoscenza delle lingue straniere.
LE SFIDE DEL FUTURO
Negli ultimi anni la Bulgaria ha migliorato la qualita’ di molti aspetti della sua struttura socio economica. Ecco alcuni dei temi cruciali per un ulteriore sviluppo:
- Rete infrastrutturale in fase di potenziamento
- Capacità di assorbimento dei finanziamenti comunitari da implementare
- Ulteriore ampliamento del supporto alle imprese in termini di accesso ai servizi e alle infrastrutture
- Ulteriore contenimento della burocrazia
- Riforma della giustizia per una maggiore efficienza
IL RUOLO DEGLI INVESTIMENTI ITALIANI
L’Italia, oltre ad essere uno dei maggiori partner commerciali della Bulgaria dopo la Germania e la Russia – con una quota del commercio complessivo del Paese pari al 6,2% ed un ammontare di oltre 3 miliardi di euro nel 2012 – ricopre un ruolo di primo piano per l’economia bulgara in materia di IDE, grazie agli investimenti realizzati nel Paese da alcune grandi aziende e numerose piccole e medie imprese.
Nel periodo tra il 1996 ed il 2011, gli investimenti diretti italiani in Bulgaria, secondo i dati della Invest Bulgaria Agency, hanno raggiunto un ammontare complessivo di oltre 1,2 miliardi di euro, cifra che pone il nostro Paese tra i primi dieci maggiori investitori in Bulgaria (dopo Paesi Bassi, Austria, Grecia, Inghilterra, Germania, Cipro, Russia e Stati Uniti). Vi e’ una significativa presenza di grandi imprese italiane tra cui Enel, Generali, Italcementi, Mapei, EMiroglio, Unicredit e Rigoni di Asiago. Intensa anche la presenza di piccole e medie imprese italiane (di cui 250 associate a Confindustria Bulgaria).
COSTO DEL LAVORO
Il costo del lavoro in Bulgaria e’ tra i piu’ contenuti in Europa. Al momento il costo medio del lavoro infatti si attesta sui 350 euro. Ovviamente in molte aree del Paese i salari si attestano su livelli piu’ bassi. Allo stesso tempo, si rileva una buona qualita’ della forza lavoro, specie nei campi tecnici e informatici. Realta’ locali come Plovdiv offrono in particolare buoni rapporti qualita’-costo.
FISCALITA’
Per quanto riguarda la tassazione dei redditi la Bulgaria offre una flat tax al 10% per aziende e privati. Si tratta di uno dei carichi fiscali piu’ contenuti a livello europeo. L’aliquota ordinaria IVA applicata e’ invece del 20%. L’esecutivo in carica ha piu’ volte ribadito che la flat tax rimane uno dei principi guida della politica fiscale del Paese.
TRASPORTI
La Bulgaria e’ collocata al centro del Sud Est europeo e rappresenta un ponte ideale tra l’UE e i Paesi dei Balcani, compresa la Turchia. Il Paese e’ punto di passaggio di cinque corridoi paneuropei (IV, VII, VIII, IX e X). Il corridoio VIII in particolare la colleghera’ con l’Italia attraverso i porti dell’Albania. Al momento il Governo sta fortemente investendo nell’adeguamento della rete ferroviaria e autostradale. E’ in corso di completamento l’autostrada “Trakia” tra la capitale Sofia e la seconda citta’ del Paese Plovdiv e entro il 2015 sverra’ completata l’austostrada Struma che colleghera’ la Bulgaria alla Grecia. Per quanto riguarda i trasporti aerei Sofia, Plovdiv, Varna e Burgas dispongono di aeroporti internazionali. Inoltre, oltre alle compagnie di bandiera, anche le low cost hanno penetrato il mercato bulgaro rafforzando la concorrenza interna al settore. Infine e’ giusto ricordare che la Bulgaria ospita due dei porti piu’ importanti del Mar Nero – a Varna e Burgas – e che il Nord del Paese e’ parte del sistema di trasporto fluviale del Danubio.
ISTITUZIONI E FONDI EUROPEI
Gli investimenti stranieri in Bulgaria rappresentano uno dei motori della crescita del Paese. L’attenzione verso l’imprenditoria internazionale e’ dunque alta. L’appartenenza all’UE rende inoltre l’ordinamento giuridico sempre piu’ vicino agli standard italiani ed europei. Di grande rilevanza sono anche i fondi europei. Per il periodo 2007-2013, al Paese sono stati destinati 6,7 miliardi di euro. Il livello di assorbimento, ancora non sufficientemente elevato, e’ cresciuto nell’ultimo anno immettendo nell’economia reale parte dei finanziamenti decisi da Bruxelles. Particolarmente interessanti sono i fondi distribuiti attraverso il Programma Operativo Competitivita’, destinati anche alle aziende private. Per quanto riguarda l’agricoltura, esistono ulteriori finanziamenti europei specifici.
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